29/03/2018

A Spalato alla scoperta del palazzo di Diocleziano

Se stai pensando a cosa visitare in Croazia possiamo dirti che, arrivando a Spalato, difficilmente potresti intuire quello che ti aspetta nel suo centro storico. Nascosto tra palazzi e costruzioni di epoche diverse, ti appariranno delle mura monumentali, al cui interno scoprirai una città nella città, fatta di pavimenti in selciato antico, di negozi e locali che s’immergono in una scenografia senza tempo e di edifici che, seppur trasformati, ti proietteranno nel IV secolo d.C.

La città di Spalato, in Croazia, contiene un cuore antico che ti riporterà indietro nel tempo, tra centurioni e divinità romane. Questo cuore è il palazzo di Diocleziano, una villa fatta edificare dall’omonimo imperatore intorno al 300 d.C.

Ti sembra strano che un imperatore abbia fatto costruire una tale villa/palazzo/castrum così lontano da Roma? La scelta non fu casuale: Diocleziano era di origini dalmate e, conoscendo la zona, andò a colpo sicuro, optando per una località sul mare e immersa nella natura, in cui passare gli ultimi anni di vita dopo aver abdicato, nel 305 d.C. D’altra parte, chi – avendone le possibilità – non lo farebbe? E aggiungiamo, per concludere, che fu anche l’unico imperatore romano nella storia ad aver abdicato, perché allora, come oggi, lasciare andare il potere sembrava una “missione impossibile”…

Tornando alla nostra bella cittadina e al suo magnifico palazzo, quando lo raggiungerai, entrerai da una delle sue porte, poste lungo le mura. Devi sapere che il palazzo era destinato per metà all’imperatore e al suo seguito civile e religioso e per l’altra metà al castrum, dove soggiornavano le guardie, la servitù e dove si trovavano botteghe e magazzini.

Accedendo da ognuna delle porte iniziava una strada colonnata, che incrociava le altre, dividendo il complesso (di 215 per 180 metri) in quattro quartieri. La parte più conservata è il peristilio, cioè il portico a colonne dove si svolgevano le funzioni più scenografiche. Ma la visita non può certo fermarsi a questo!

Curiosità: il castrum era il tipico accampamento militare romano, costruito seguendo la perpendicolarità del cardo e del decumano, le sue due strade principali. Se sei stato a Torino, ad esempio, avrai notato che ogni strada del centro è ortogonale rispetto alle altre: questo dipende dal fatto che Augusta Taurinorum (oggi Torino) fu fondata dai Romani, come Spalato.

Da dove preferisci fare il tuo ingresso in città?

Come dicevamo, per entrare nel palazzo di Diocleziano bisogna varcare una delle sue quattro soglie: la Porta Aurea a nord, la Porta Argentea a est, la Porta Ferrea a ovest e la Porta Aenea a sud.

Massiccia, imponente, decorata da nicchie per le statue dei tetrarchi, la Porta Aurea (o Porta septemtrionalis) poteva essere utilizzata esclusivamente dall’imperatore e dalla sua famiglia. Non stupisce che oggi sia uno dei luoghi più visitati del complesso: non è male, infatti, sentirsi imperatori per qualche minuto! La Porta Argentea (o Porta orientalis) è decisamente meno elaborata e fu murata nel Medioevo. Di nuovo accessibile, ti permetterà di ammirare il selciato originale romano del decumano, lo stesso calpestato dai sudditi dell’imperatore e da Papa Giovanni Paolo II, nel 2000. La Porta Ferrea è muta testimone della storia della città, perché è l’unica che sia sempre stata aperta. Oggi, è sovrastata da un originale orologio a 24 ore e da una campana rinascimentale, che ti ricorderà sempre che ora è. Infine, la più piccola delle porte adesso ha la sua rivalsa, perché è quella da cui i turisti accedono più facilmente per i percorsi che dai sotterranei arrivano alla piazza principale: parliamo della Porta Aenea, la più “sicura”, perché permetteva un rapido accesso al mare in caso di fuga improvvisa.

Palazzo Diocleziano

Da non perdere: la cattedrale di San Doimo

La storia è spesso ironica e in quello che fu il mausoleo di uno dei più feroci persecutori dei cristiani, oggi sorge una delle più antiche cattedrali europee, dedicata a ben due santi: Doimo e Anastasio. Si tratta di una costruzione ottagonale, al cui centro era ospitato il sarcofago di Diocleziano e che oggi, invece, è luogo di culto cattolico. Gli splendidi battenti del 1214, il pulpito esagonale del XIII secolo in porfido verde, i due altari dedicati ognuno a un santo e il campanile valgono sicuramente una visita. In particolare, ti consigliamo di salire la scalinata di quest’ultimo (sono 57 metri di dislivello), perché dal punto più alto potrai dare uno sguardo complessivo alla città e renderti conto di come doveva apparire ai suoi abitanti del IV secolo d.C.

Traghetto Venezia Croazia

Scopri cosa c’è sotto

Anche per merito della conservazione dei sotterranei del palazzo di Diocleziano, il centro della città è patrimonio UNESCO dell’umanità dal 1979. Un tempo sede dei magazzini, del frantoio e della cantina, oggi i sotterranei ospitano regolarmente mostre di artisti, eventi enogastronomici, manifestazioni sociali e la fiera internazionale floreale. Durante la tua visita t’imbatterai in diverse bancarelle, dove potrai acquistare gli immancabili souvenir. Per arrivarci, potrai passare dalla Porta Aenea oppure dal peristilio, altra tappa importante.

Curioso di sapere quale fosse il fulcro della città?

Ti accontentiamo subito: quella che i Greci chiamavano agorà (cioè la piazza dove ci s’incontrava per affari o per diletto) a Spalato si chiamava, e si chiama ancora oggi, peristilio. Questo era il luogo dove l’imperatore si mostrava magnanimamente ai suoi sudditi che potevano così baciargli il mantello… Un tempo palcoscenico della vita cittadina, oggi è palcoscenico per l’opera lirica e teatrale, grazie alla sua eccezionale acustica. Fermati in un locale a bere qualcosa, chiudi gli occhi e prova a immaginare di essere nel IV secolo d.C.: potrai provare sensazioni uniche come un tuffo nel passato che si può fare solo in pochi luoghi sulla Terra.

Non vogliamo rovinarti la sorpresa, svelandoti di più riguardo cosa visitare in Croazia: siamo sicuri che quelle di cui ti abbiamo parlato saranno solo alcune delle tue tappe nel palazzo di Diocleziano e oltre!

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